Luca Serafini: il grande giornalista tifoso del Milan al Corriere di Mineo

Essendo un grande tifoso del Milan, da quando avevo 5 anni, sono rimasto legato ai colori rossoneri. Ho gioito per le straordinarie vittorie della mia squadra del cuore, mi sono dispiaciuto per le sconfitte. Luca Serafini, uno dei più importanti giornalisti sportivi del nostro Paese è intervenuto al Corriere di Mineo, raccontando la sua storia e parlandoci inoltre di alcuni suoi punti di vista riguardo importanti argomenti. Egli è un super tifoso milanista. Prima di leggere questa interessante intervista ripercorriamo la sua lunga esperienza professionale.

Il dott. Serafini dopo aver completato gli studi di scuola media superiore presso l’Istituto Gonzaga di Milano, si trasferisce a Brescia dove già a 18 anni lavora presso la redazione del quotidiano del pomeriggio “La Notte” e collabora per alcune testate radiotelevisive locali (Brescia Telenord, Radio Luna). Si occupa di cronaca nera e sport, scrivendo saltuariamente prima per il “Giornale di Brescia”, poi per “Brescia Oggi”. Nel 1983 si trasferisce a Bergamo dove, con Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro, si insedia al quotidiano “Bergamo-oggi” sempre occupandosi di cronaca nera e di sport la domenica. Collabora con “Telemeridiana” di Bergamo.

Nel 1984 passa al mensile “Supergol” (Peruzzo editore) fondato e diretto da Maurizio Mosca, col quale comincia a collaborare presso la redazione sportiva di Mediaset.

Nel 1986 passa alla “Silvio Berlusconi Editore – Gruppo TV Sorrisi&Canzoni” alla redazione di “Forza Milan!” diretto da Gigi Vesigna. Collabora a Mediaset ai programmi “Mundial”, “Calciomania”, “Guida al campionato” , “Pressing”.

Nel 1991 è caporedattore a Tele+ (oggi Sky) con direttore Rino Tommasi prima e Aldo Biscardi poi.

Nel 1996 viene assunto a Mediaset dove cura programmi, servizi, notiziari.

Dal 2002 al 2007 è condirettore con Ettore Rognoni del settimanale cartaceo “Controcampo”.

Opinionista di Sportitalia e 7GoldSport, di numerose radio private nazionali, ha curato e condotto programmi radio, tv, YouTube e rubriche su settimanali anche con Diego Abatantuono.

Luca Serafini lei è uno dei più importanti giornalisti sportivi italiani. Cosa le piace maggiormente del calcio?

“Un amore nato da bambino, all’oratorio. Mi piace tutto: la meritocrazia individuale, la vita di gruppo, i gesti tecnici, l’atmosfera, le chiacchiere. Mi fermo a guardare i ragazzini che giocano ai giardinetti, anche se sono sempre meno”.

Perché il Milan è la sua squadra del cuore?

“Desideravo tanto andare a San Siro, si offrì mio cugino Antonio a condizione che mi mettessi la maglia del Milan. Rivera fece il resto. Ringrazierò Antonio per sempre: avessi fatto la scelta sbagliata, avrei vissuto una vita tremenda”.

Secondo lei chi è stato il più grande giocatore della storia del Milan?

“Tra quelli che ho visto io Rivera, ma ho amato Van Basten. Nessun centravanti come lui, nessuno”.

Qual è, fino ad oggi, l’esperienza televisiva che non dimenticherà mai?

“Avevo 17 anni, lavoravo in cronaca per una tv bresciana. Venne il Papa, riuscii ad avvicinarlo in Piazza della Loggia, non chiedermi come. Solo una battuta, ma non dimenticherò mai quella piccola follia. E poi Maradona e Pelé, a New York a distanza di un giorno uno dall’altro”.

Sta lavorando su un nuovo libro?

“Sì, con un entusiasmo infantile. Racconterò la vita di un uomo epico, di origini siciliane: René Geronimo Favaloro, il cardiochirurgo che per primo studio, sperimentò e impiantò il bypass aortocoronarico. Una vita grandiosa divisa tra scienza e politica. Questa estate sono stato a Salina, l’isola da cui partirono i suoi nonni alla fine dell’Ottocento. È lì che lo presenterò in anteprima nazionale”.

Silvio Berlusconi le manca come presidente del Milan?

“Quello dei primi 25 anni di sicuro. L’altro ha lasciato macerie e non riesco a perdonarglielo: l’uscita di scena avrebbe dovuto essere grandiosa come la sua epopea”.

Come vede il futuro dei rossoneri?

“Ho una fiducia cieca in Paolo Maldini e Boban. Cieca. E sono certo che il fondo Elliott ha grandissime ambizioni. Tifo Giampaolo, senza riserve”.

Intervista a cura del direttore Agrippino Castania

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